Home Rende I segreti del Rende che non vuole smettere di stupire

I segreti del Rende che non vuole smettere di stupire

by Redazione Sport Team Calabria

Se c’è una squadra che ha impressionato tutti in questo inizio di campionato di serie C, questa è sicuramente il Rende di Francesco Modesto. Un inizio da big che ha dato la possibilità alla squadra biancorossa di mettere in cascina 9 punti nelle prime tre giornate, prima dello stop interno contro il Catania dell’ultimo turno.
Esordio con goleada a Pagani, vittoria interna in un derby contro una big del campionato ovvero il Catanzaro e vittoria a Monopoli contro una squadra difficile da affrontare, che appena qualche giorno fa dava una strigliata alla Reggina sul neutro di Vibo.

A vedere giocare questo Rende si ha l’impressione di guardare ad una squadra moderna di stampo europeo, che predilige l’occupazione degli spazi, che fa correre il più possibile la palla, e che è capace di passare dal giro-palla orizzontale alla verticalizzazione improvvisa in un attimo. La fase difensiva è interpretata da tutti i giocatori, a partire dagli attaccanti che quasi sempre iniziano il pressing alto ed aggressivo con i centrocampisti che scalano in avanti e vanno a prendere a uomo ogni possibile ricevitore del pallone. Molte occasioni pericolose il Rende le crea, infatti, quando riesce a recuperare palla sulla trequarti avversaria, un principio questo utilizzato tantissimo ad esempio dal Liverpool di Klopp.

Modesto sta davvero compiendo qualcosa di speciale. Ex calciatore, crotonese di nascita, mister Modesto può vantare esperienze importantissime in serie A con le maglie di Reggina, Genoa, Bologna, Parma e Pescara con cui ha collezionato un totale di 201 presenze nella massima serie mettendo a segno 7 reti e fornendo 14 assist. A questi numeri si aggiungono le 136 presenze in serie B. Uno che di esperienza ne ha insomma da vendere, e che per questo gruppo di ragazzi può costituire la guida perfetta. Sì “ragazzi”, perchè il Rende è una squadra giovanissima (età media 22,6), ed al momento questo si sta dimostrando un punto di forza, perchè è evidente come l’entusiasmo e la freschezza stiano contribuendo alle ottime prestazioni della squadra in campo. A tal proposito saranno fondamentali le capacità di gestione del gruppo di mister Modesto che dovrà curare il lato psicologico dei suoi ragazzi quando magari si ritroveranno ad affrontare periodi più difficili.

Il modulo utilizzato è un 3-4-3 che richiama senza dubbio quello di due che sono stati maestri del Modesto giocatore, Gasperini e Juric. Quest’ultimo è stato anche compagno di squadra ed amico, oltre che allenatore nella cavalcata del Crotone verso la serie A, e probabilmente è proprio a lui che Modesto si ispira maggiormente. Il tecnico ha utilizzato parecchi elementi in questo inizio di stagione ma ha senza dubbio individuato da subito un gruppo di titolari ai quali sta dando molta continuità e che si stanno rivelando fondamentali. Ben 8 giocatori infatti hanno disputato più di 400 minuti sui 450 disponibili: Savelloni (450), Blaze (450), Minelli (450), Germinio (450), Awua (449), Rossini (435), Franco (433) e Vivacqua (402). Sono numeri importanti, specie se si considera che in serie C si hanno 5 cambi a disposizione durante ogni match.

In porta è quindi intoccabile Savelloni che ha fornito finora ottime prestazioni. La difesa a tre è composta da Germinio, crotonese di nascita classe 98, che agisce sul centro-destra ed è molto forte in marcatura grazie alla sua velocità e capacità nella scelta del tempo degli interventi. Al centro il leader difensivo è il classe 99 Minelli che proviene dall’Inter in prestito, e basta guardarlo giocare per capire il perchè. Sul centro-sinistra invece troviamo il più “anziano” della squadra, Roberto Sabato che di anni ne ha 31 e che dà quell’esperienza in più che serve comunque in un campionato come la serie C.
Sulla mediana troviamo al centro due degli uomini più importanti: il capitano Franco, 26enne di Castrovillari, regista e faro della squadra e Awua, classe 98 in prestito dallo Spezia, motorino instancabile ed autentico trascinatore, capace di fare entrambe le fasi di gioco sapendo unire fisicità e tecnica, come dimostrano le due reti già messe a segno. Sulle corsie esterne mentre a sinistra è intoccabile Blaze che non ha saltato un minuto, sulla destra si sono alternati Viteritti, il più presente, e Godano.
È in attacco che Modesto utilizza più uomini, avendo comunque diverse alternative importanti a disposizione. L’intoccabile è Rossini, re-inventato come centravanti nel tridente mobile che non dà punti di riferimento utilizzato dall’allenatore crotonese. Oltre ad essere importante in fase di manovra Rossini si è dimostrato bravissimo in fase realizzativa avendo messo a segno già tre reti. Ai suoi lati i più presenti sono stati il cosentino 24enne Vivacqua, rapido e veloce, capace di giocare su entrambi i lati ed il giovanissimo Giannotti, in prestito dal Crotone, anche lui capace di giocare sia a destra che a sinistra che ha avuto un ottimo impatto col campionato. Ma molto importante è stato l’apporto dato da due elementi che sono spesso subentrati a gara in corso come Gigliotti, alternativa sulle fasce, e Actis Goretta, punta centrale. Proprio loro due, infatti, hanno confezionato da subentrati il gol che è valso tre punti nel derby contro il Catanzaro col pregevole assist fornito dalla punta argentina e la finalizzazione dell’esterno nativo di Soveria Mannelli.

L’inizio è stato quindi esaltante. Lo stop subito dal Catania, che sulla carta ci poteva stare, lascia però qualche rimpianto soprattutto per il predominio espresso nella seconda metà del primo tempo quando, una volta recuperato il gol dell’iniziale svantaggio, i ragazzi di Modesto hanno sfiorato più volte la rete del 2-1 che avrebbe potuto cambiare le sorti del match. Il prossimo impegno vedrà il Rende impegnato a Castellamare contro una Juve Stabia a punteggio pieno, e servirà una prestazione super per uscire imbattuti da “Menti”.
In ottica di lungo periodo non sappiamo dove Modesto riuscirà a portare i suoi, ma siamo certi che abbia già fatto qualcosa di molto speciale dando un’identità di gioco ad un gruppo di ragazzi che sin dalle prime uscite amichevoli ha sempre dimostrato di giocare da squadra e di seguire alla lettera le indicazioni del proprio allenatore.

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