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Reggina – Rende passa da… Crotone

                  

Accomunati dalle origini e dalla Serie C in cui entrambi – ora – si trovano ad allenare Francesco Modesto e Massimo Drago, hanno incrociato le loro carriere solo nel 2014.  Febbraio 82’ il primo, Marzo 71’ il secondo, nati entrambi in quella Crotone che ne ha segnato la carriera nel bene e nel male. “Nemo propheta in patria”, dicevano i latini, e così un po’ è stato per i due tecnici che hanno trovato e stanno tuttora cercando fortuna altrove.

Così è stato nelle loro carriere da calciatore, iniziate nel capoluogo ionico (Kroton per mister Drago, la Unitaria per Modesto) per poi proseguire altrove, così è per quelle da allenatore.

L’INCROCIO – Eppure il destino li ha riportati li (nella città di Pitagora) in uno degli strani incroci calcistici,nella stagione 2014-15: Drago allenatore, Modesto calciatore che tornava per la prima volta nella sua Crotone e nel suo Crotone, squadra nella quale non aveva mai militato. Il tecnico che invece era stato “promosso” in prima squadra dopo tanta gavetta nelle giovanili.
Non fu una stagione esaltante, entrambi non la ricordano con grande piacere. Arrivò una salvezza molto sofferta che provocò in mister Drago una sensazione di malumore che lo costrinse ad abbandonare (senza rancore) la panchina pitagorica. Stessa sensazione che provò Modesto il quale però ebbe più fortuna in quanto – sempre per quegli strani incroci calcistici – si ritrovò ad avere come allenatore un amico, Ivan Juric. Ma questa è storia, un’altra storia.

IL PRESENTE – Il presente dice che “Ciccio” e “Massimino”, 5 anni dopo, si ritroveranno di fronte per la prima volta da avversari in una gara che sarà molto importante per entrambi. Drago, con la sua Reggina, è infatti chiamato a far bella figura davanti al pubblico amico, deve far si che la squadra di sblocchi (nessun gol nelle ultime 3 gare) e deve assolutamente conquistare i 3 punti soprattutto dopo che la penalizzazione di 6 punti ha allontanato temporaneamente gli amaranto dai play-off. E non è casuale la scelta del verbo “dovere”,le ambizioni della dirigenza sono state chiare sin da subito: l’ex allenatore del Cesena è arrivato per centrare e magari vincere i play-off, ecco perché lunedì sera è costretto a vincere per non rischiare di mettere già tutto in discussione.

Dall’altra parte Modesto sta guarendo il suo Rende ancora convalescente: il 3-1 sul Francavilla, allenato tra l’altro dall’ex Brunello Trocini, ha ridato un po’ di morale ai ragazzi che sono tornati alla vittoria dopo ben 10 gare, caratterizzate da ben 8 sconfitte. Il posticipo di lunedì sera dunque, sarà un banco di prova importante per capirne di più sulla condizione psico-fisica dei suoi.

DUE FILOSOFIE A CONFRONTO – Partita dalla posta in palio altissima, dunque, ciò non toglie che non possa essere spettacolo. Le filosofie calcistiche dei due allenatori, infatti, suggeriscono una partita emozionante, nella quale le squadre non si risparmieranno e non speculeranno sul risultato.
Non è questa la mentalità delle squadre di Modesto, molto gasperiniana come interpretazione: tanta  intensità nel pressing e nella corsa, difensori in appoggio alla manovra offensiva e duelli uno contro uno in tutte le zone di campo.
Non è speculativa neanche l’idea di calcio di Drago (forse un po’ più sarriana che pur non avendo  ancora dato un’impronta netta ai suoi – non sta rinunciando ad inculcare il suo calcio offensivo fatto di sovrapposizioni sulle fasce e tanta qualità in mezzo, per provare ad innescare il vasto potenziale offensivo a disposizione.

Dunque lunedì sera sarà il momento della verità per entrambi i tecnici che – ne siamo certi – si saluteranno magari anche in dialetto crotonese, ma che poi, dal fischio d’inizio, penseranno solo al campo come d’altronde è giusto che sia.

         

 

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