Home Serie CCrotone FC Crotone, chi sale sul banco degli imputati?

FC Crotone, chi sale sul banco degli imputati?

by Redazione Sport Team Calabria

 

La sconfitta di Palermo è stata un’ulteriore batosta per le ambizioni del Crotone. La classifica continua a non sorridere agli squali che hanno raccolto un misero bottino di 7 punti in 7 partite: una media retrocessione che al momento mette un po’ di ansia all’ambiente rossoblù. La gara con il Brescia (probabilmente la migliore prestazione stagionale) sembra un ricordo tanto lontano quanto già sbiadito, a cui però si erano susseguiti dei presupposti per un cambio di marcia sia sotto il profilo dell’atteggiamento in campo sia sotto il profilo dei risultati. Al “Barbera” è stato fatto un clamoroso passo indietro sotto entrambi i punti di vista.

Quello che è preoccupante è che in Sicilia si è visto (come in altre, troppe, occasioni) un Crotone con il freno a mano tirato, senza idee e con un possesso palla che è cominciato a calare. Cosa che non sarebbe del tutto accettabile quando si ha a disposizione una batteria di palleggiatori a centrocampo (Barberis, Benali, Stoian, Firenze) che sarebbero titolari in tutte le 19 squadre del campionato. Il fraseggio corto in orizzontale pare stia diventando così “forzato” da divenire attrito che blocca la fluidità della manovra offensiva, le verticalizzazioni per imbeccare gente come Nalini ( o chi per lui nel ruolo di seconda punta) sono sempre meno e il Crotone risulta essere ingolfato dal suo stesso modo di agire. E’ altrettanto vero che forse se Simy sullo 0-0 avesse servito il giusto pallone a Firenze le opinioni sarebbero state diverse, ma una squadra così allestita per grandi obiettivi non può essere schiava di un singolo episodio così troppo spesso. Sicuramente 7 partite non sono tante, ma nemmeno poche se prendiamo in considerazione che l’organico è per 8/11 composto dai titolari che l’anno scorso hanno perso il campionato di Serie A per soli 3 punti ed è stato subito a disposizione di mister Stroppa già dal primo giorno di ritiro (eccezion fatta per i nazionali Simy e Rohden e per Budimir che ha saltato la prima parte della preparazione per infortunio).

La società ha più volte ribadito di voler tornare in Serie A, ma non solo a parole bensì con i fatti: il riscatto di Ahmad Benali per una cifra importante e la conferma di molti giocatori importanti (Nalini, Barberis, Martella su tutti) erano il segnale concreto delle ambizioni dirigenziali in casa Crotone. Stroppa ha portato il suo credo calcistico rivoluzionando il modo di pensare della squadra: in primis il modulo con un 3-5-2 in cui le principali differenze sono state Benali agente da play di fronte i 3 difensori, Nalini schierato come seconda punta e Firenze schierato praticamente ovunque, ma al netto dei valori assoluti dei tre calciatori ci sono stati diversi campanelli di allarme su questa trasformazione tattica. Campanelli che, specialmente nel reparto arretrato, Stroppa non ha avvertito (o voluto avvertire?) continuando – forse in maniera ossessiva – ad insistere sia con lo stesso modulo che con gli stessi principi di gioco. Il tecnico lombardo si è dimostrato molto intelligente nella sua carriera nel saper leggere il contesto delle sue squadre in varie situazioni, vedi Foggia nella precedente stagione dove il suo 4-3-3 di zemaniana memoria lasciò posto ad un efficace 3-5-2. A Crotone si aspettano tutti una nuova pagina calcistica da leggere, scritta con un inchiostro ben visibile sulla base di nuovi risultati o nuovi schemi di gioco: bisognerà capire se sarà firmata da Stroppa o da qualcun altro.

C’è da aggiungere che anche qualche giocatore sembra non essere al meglio delle sue condizioni psico-fisiche e lo zoccolo duro dello spogliatoio capeggiato da Cordaz dovrà fare un lavoro certosino per riportare sulla terra qualche elemento della rosa che non sta dando il massimo e sta rendendo alla squadra la vita più difficile di quanto lo sia già.

 

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