Home Serie BReggina Caos Rieti, ufficiale lo sciopero indetto dai laziali in vista della sfida contro la Reggina

Caos Rieti, ufficiale lo sciopero indetto dai laziali in vista della sfida contro la Reggina

by Redazione Sport Time Calabria

Era già nell’aria, come anticipato anche da parte nostra redazione in mattinata, ed ora è anche ufficiale: i calciatori del Rieti, hanno infatti annunciato che non scenderanno in campo nel prossimo turno di Campionato di Serie C in segno di protesta verso le vicissitudini societarie che hanno colpito il club laziale nelle ultime settimane e che hanno portato, tra le innumerevoli conseguenze negative, al mancato pagamento degli stipendi nei confronti dei tesserati amarantocelesti. Questi ultimi, quindi, non prenderanno parte alla gara , da calendario, in programma Domenica 17 Novembre al “Manlio Scopigno” contro la Reggina di Toscano. Molto probabile che a fronteggiare la compagine calabrese saranno, dunque, i ragazzi della Berretti in un ennesimo triste, ma soprattutto vergognoso capitolo del nostro calcio: qualora effettivamente dovesse essere così, la gara si disputerebbe a porte chiuse, come già decretato dallo stesso Rieti sui propri canali.

Di seguito, invece, il comunicato diffuso dall’AIC attraverso cui è stata ufficializzata la decisione inerente lo sciopero:

L’AIC e i calciatori professionisti attualmente tesserati per il F.C. Rieti S.r.l., richiamando tutte le motivazioni già esposte nel comunicato del 12 novembre u.s. e decorso infruttuosamente il termine odierno per gli adempimenti retributivi, con la presente formalmente indicono lo sciopero per la giornata di domenica 17 novembre 2019.Purtroppo, tutto tace dal giorno di proclamazione dello stato d’agitazione e i calciatori non hanno ancora percepito le mensilità maturate, né hanno certezze sul proseguimento dell’attività sportiva.L’AIC e i calciatori sono, pertanto, costretti a indire lo sciopero affinché l’anomala situazione che i lavoratori, loro malgrado, sono costretti a subire cessi quanto prima.I calciatori, inoltre, dichiarano la prosecuzione dello stato di agitazione, qualora la morosità retributiva non venga sanata entro lunedì 18 novembre 2019.

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